Una battaglia condivisa per il rispetto del fiume
Dieci comuni padovani hanno unito le forze per affrontare una delle emergenze ambientali più sentite del territorio: l’abbandono incontrollato di rifiuti lungo il fiume Brenta. Il progetto, denominato Operazione Brenta Pulito, nasce da un’alleanza strategica tra amministrazioni locali, cittadini, associazioni ecologiste e forze dell’ordine.
I sindaci dei comuni coinvolti – Curtarolo, Piazzola sul Brenta, Limena, Vigodarzere, Cadoneghe, San Giorgio delle Pertiche, Campo San Martino, Villafranca Padovana, Fontaniva e Carmignano di Brenta – hanno firmato un protocollo d’intesa volto a pianificare azioni concrete per prevenire, individuare e sanzionare gli illeciti ambientali. “Il fiume Brenta è un patrimonio collettivo che va difeso con fermezza”, ha dichiarato Gianluca Moro, sindaco di Curtarolo e promotore dell’iniziativa.
Droni, volontari e telecamere: una strategia su più fronti
Le azioni messe in campo non si limitano alla pulizia straordinaria delle rive. I dieci comuni hanno approvato un piano operativo condiviso che include l’uso di droni di sorveglianza, l’installazione di telecamere mobili nei punti critici e il coinvolgimento delle guardie ambientali volontarie. L’obiettivo principale resta identificare e scoraggiare i responsabili degli scarichi abusivi, che spesso trasformano tratti suggestivi del fiume in vere e proprie discariche a cielo aperto.
Andrea Pavan, assessore all’ambiente di Piazzola sul Brenta, ha sottolineato con fermezza: “Abbiamo finito il tempo delle parole. Chi sporca il Brenta dovrà risponderne davanti alla legge. Non permetteremo più che sacchi, mobili e frigoriferi finiscano tra gli alberi e nei canali”. La collaborazione con le forze dell’ordine si fa quindi più stretta, soprattutto in vista dell’aumento dei controlli durante i mesi estivi, periodo in cui le segnalazioni di abbandono aumentano in modo esponenziale.
Educazione ambientale e coinvolgimento dei giovani
Oltre agli aspetti repressivi, Operazione Brenta Pulito punta anche sull’educazione ambientale e il senso civico. Le scuole dei dieci comuni stanno già collaborando con l’amministrazione per organizzare giornate ecologiche, laboratori didattici e incontri sul rispetto della natura.
Francesca Vianello, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Limena, ha raccontato: “Abbiamo ricevuto con entusiasmo la proposta del comune. I ragazzi hanno un forte legame con il fiume, ma spesso non conoscono i danni provocati da un gesto sbagliato. Mostrare loro i risultati delle pulizie e farli partecipare cambia completamente la prospettiva”. Questo approccio vuole creare una generazione più consapevole, che possa prendersi cura del proprio territorio partendo dai piccoli gesti quotidiani.
Le prossime tappe e l’obiettivo comune
I sindaci hanno fissato una scadenza annuale per valutare i risultati dell’operazione. A cadenza trimestrale si terranno incontri tecnici e aggiornamenti sullo stato dei lavori, accompagnati da campagne di comunicazione pubblica. Il gruppo ha anche previsto la pubblicazione di un report ambientale congiunto, che includerà i dati sui rifiuti raccolti, le sanzioni emesse e le zone bonificate.
“Questo progetto rappresenta un esempio virtuoso di come la cooperazione tra enti pubblici possa produrre effetti tangibili per l’ambiente”, ha affermato con soddisfazione Luca De Antoni, sindaco di Fontaniva. L’obiettivo, condiviso da tutti, è rendere il Brenta un luogo vivibile, pulito e sicuro, non solo per i residenti ma anche per chi lo visita da fuori, attratto dalla sua bellezza naturale e dalla rete di percorsi ciclopedonali che lo costeggiano.
La speranza è che Operazione Brenta Pulito diventi un modello replicabile in altre province italiane, perché – come ha detto in chiusura Silvia Bassan, sindaca di Vigodarzere – “difendere il nostro fiume significa proteggere la nostra identità, la nostra salute e il futuro delle prossime generazioni”.
A cura di Jano Parrino
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