Il tappeto rosso della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha assunto, in questa edizione, una valenza ben più profonda della semplice passerella per Tanya La Gatta. Conosciuta come modella, influencer e conduttrice televisiva — al timone, insieme

Tanya La Gatta ph Press
a Nicola Santini, della trasmissione di Mediaset Infinity “Meravigliosa Italia” —, La Gatta è reduce da un frangente esistenziale che ha modificato radicalmente la sua prospettiva. La malattia l’ha posta di fronte al timore, alla vulnerabilità fisica e a momenti in cui il domani appariva distante. Nel momento in cui la condizione fisica viene meno, anche il semplice specchio si trasforma in una sfida. La sua risalita prende le mosse proprio da questo snodo, riconquistando una stima che abbraccia tanto la fisicità quanto la mente, con la volontà di riappropriarsi della propria identità femminile prima di quella pubblica.
Il significato profondo del ritorno a Venezia
Per tale motivo, la kermesse lagunare si è rivelata un momento particolarmente intenso. Ripresentarsi davanti agli obiettivi, prepararsi per l’evento, selezionare un vestito valorizzante e riscoprire la gioia di essere ammirata hanno acquistato una valenza inedita dopo le prove affrontate. Tanya ha deciso di narrare la propria ripresa servendosi di quel mondo professionale che l’ha accompagnata per anni, convertendo due differenti outfit in altrettanti capitoli di un percorso personale. Sotto la padronanza esibita sul red carpet persistono il ricordo dei momenti duri e, soprattutto, la consapevolezza maturata superandoli.
I due look simbolo di rinascita
Il primo vestito, di tonalità celestiale, evoca il firmamento, l’auspicio e la spensieratezza che tornano quando si riesce a volgere lo sguardo al domani con ottimismo. Una decisione femminile e determinata, connessa al legame con il proprio organismo dopo la patologia. «Sentirsi bene con il proprio corpo, valorizzarsi e mostrarsi con sicurezza, mantenendo la propria eleganza», dichiara La Gatta. Il secondo abito predilige il bianco, inteso

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come simbolo di candore, limpidezza, delicatezza e di quello splendore che Tanya avverte di aver recuperato dopo la fase più burrascosa. Pure il trucco e l’acconciatura, essenziali, raffinati e ricercati, seguono la medesima direzione, rispecchiando l’essenza di una persona che torna a percepirsi autonoma e padrona della propria femminilità.
La moda come strumento di racconto e la forza della famiglia
Dietro a queste due uscite pubbliche si cela un’attenta cura stilistica. Gli abiti sono firmati da Blumarine, abbinati alle calzature Le Silla e a un capo sartoriale impreziosito da cristalli e perline di Bordignon. Due creazioni differenti ma unite dalla medesima narrazione, quella di una donna intenzionata a riconquistare il proprio fulgore tramite energia, classe e sensibilità. «Si può sempre ripartire, anche quando tutto sembra più difficile. Bisogna trovare il coraggio di non demordere e ricordarsi del proprio valore», confida Tanya. In questa evoluzione riveste un ruolo fondamentale la famiglia, un appoggio costante che durante la malattia le è rimasto vicino proprio quando le energie venivano meno. Sul palcoscenico di Venezia, Tanya La Gatta ha condiviso un frammento assieme intimo e privato del proprio vissuto. Il celeste e il bianco descrivono la sua attuale condizione, successiva all’attraversamento della paura e al recupero del piacere di programmare, mostrarsi e percepirsi attraente. Il red carpet ha sancito, prima di tutto, il riavvicinamento di Tanya a se stessa.
A cura della redazione
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