lunedì, 2 Novembre, 2026

Edizione nazionale

Home » Radar Venezia: la scena creativa progetta il futuro e lancia le date del 2027

Radar Venezia: la scena creativa progetta il futuro e lancia le date del 2027

Incontri, tavoli di lavoro e sinergie istituzionali pongono le basi per progetti formativi d'avanguardia dedicati alla trasmissione dei saperi artigiani

Da Davide Cannata
0 commenti
Radar Venezia ph Press

Il bilancio dei sei giorni della prima edizione di Radar Venezia, svoltasi dal 19 al 24 ottobre 2026, testimonia la straordinaria vivacità della scena artistica locale. La manifestazione, ideata e organizzata da Venezia da Vivere valorizzando il patrimonio di dodici edizioni della Venice Fashion Week, ha già annunciato le date del prossimo appuntamento: si terrà da lunedì 25 a sabato 30 ottobre 2027. Con un programma di circa 70 appuntamenti e oltre 100 protagonisti, l’evento ha riunito figure di spicco internazionale del calibro di Dries Van Noten, Antonio Marras, Marina Spadafora, Angela Vettese e Sara

Radar Venezia ph Press

Radar Venezia ph Press

Sozzani Maino. Attraverso mostre, performance, talk, laboratori, tre giornate di Atelier Aperti e gli incontri serali di Radar Night, l’iniziativa ha attivato collaborazioni con fondazioni, università, manifatture, hotel e comunità creative. Nel corso della sei giorni sono emersi spunti fondamentali sulla valorizzazione delle comunità creative per lo sviluppo urbano, sull’archivio inteso come memoria viva, sulla moda quale linguaggio culturale e sul rinnovamento della formazione attraverso il contatto diretto con artisti e realtà manifatturiere.

In questo scenario, Palazzetto Tito, sede della Fondazione Bevilacqua La Masa, ha fatto da cornice al primo tavolo di lavoro Venezia Produce Futuro, promosso dai creatori della rassegna, Laura Scarpa e Lorenzo Cinotti. L’iniziativa ha aggregato imprese, atenei, istituzioni e fondazioni attorno all’idea di Venezia come vero e proprio campus della conoscenza, dove le brevi distanze e gli spostamenti a piedi stimolano relazioni e progetti condivisi. Durante il confronto è stata affrontata la sfida di far crescere l’ecosistema creativo, coinvolgendo sia i grandi enti sia i piccoli studi, i collettivi e le realtà indipendenti. Lo stilista Dries Van Noten ha condiviso il modello di Anversa, ricordando come il dialogo tra designer, sistema formativo e istituzioni sia stato decisivo per l’affermazione internazionale della città belga; Van Noten ha sottolineato come a Venezia esistano già competenze e istituzioni di alto livello, ribadendo l’urgenza di riconoscere pari dignità ad arte e artigianato — principio cardine della propria fondazione — affinché i talenti possano vivere della propria produzione. Contestualmente, la storica fornace Orsoni a Cannaregio ha svelato il progetto La Scola Orsoni, nato con il sostegno di Cartier: un centro multidisciplinare dedicato all’alta formazione, alla sperimentazione e al passaggio intergenerazionale dei saperi, incentrato su un programma di masterclass e residenze d’artista.

Progetti strategici e visioni per sostenere l’artigianato e la manifattura

Dalla tavola rotonda è emersa la necessità di trasformare l’ampia offerta culturale e artigianale veneziana in un motore di sviluppo economico, sociale e urbanistico. Nel corso del dibattito, il docente dell’Università Iuav di Venezia e storico del design Alberto Bassi ha sintetizzato la situazione affermando: “Facciamo tanto, ma il percepito è che c’è una forte frammentazione”. Per superare questa dispersione, i partecipanti hanno evidenziato l’importanza di connettere produzione, disponibilità di spazi e residenzialità. Tra le soluzioni individuate spiccano la mappatura delle competenze, la sinergia tra scuole e imprese, la creazione di un archivio delle buone pratiche e il lancio di un’Accademia di Alto Artigianato, con docenza affidata direttamente agli artigiani e alle manifatture supportati dalle istituzioni e dal mondo accademico.

Radar Venezia ph Press

Radar Venezia ph Press

Presso la Casa di The Human Safety Net, alle Procuratie di Piazza San Marco, un partecipato incontro ha visto protagonista Antonio Marras in dialogo con Angela Vettese e Sara Sozzani Maino. Citando le parole di un amico poeta, “La voglia di andare restando”, Marras ha spiegato la scelta di mantenere la propria sede ad Alghero pur avendo guidato una maison globale come Kenzo, un concetto rimarcato da Sara Sozzani Maino con la formula: “Essere radicati, non essere limitati”. Lo stilista sardo ha poi illustrato la genesi del suo celebre mal punto, cuciture imperfette eseguite da lui stesso e trasmesse alle ricamatrici locali per superare gli schemi tradizionali, aggiungendo: “Non mi piace la perfezione, mi annoia assolutamente”. Oltre a invitare a una riflessione sui ritmi concitati della moda contemporanea, Marras ha rivolto una precisa richiesta alla sfera pubblica: “I talenti di Venezia, gli artigiani in genere, dovrebbero godere dell’appoggio incondizionato delle istituzioni”.

Iniziative artistiche, collezioni e laboratori diffusi nei luoghi della città

La vivacità di Radar Venezia si è manifestata attraverso un’ampia serie di iniziative diffuse. Presso la Fondazione Querini Stampalia, la mostra Quadreria Futura Venezia di Jacopo Ascari, a cura di Susanna Testa, ha reinterpretato il patrimonio dell’ente e i mestieri storici realizzando undici libri d’artista. A Domus Orsoni, gli studenti della Designskolen Kolding hanno rielaborato i costumi dell’opera seicentesca Hipermestra combinando le pelli di Lineapelle con i tasselli in smalto di Orsoni, nell’ambito del progetto (Re)sources / (Hi)story II: Operatic Luxury condotto da Silvano Arnoldo, Brad Carlton Sisk e Christine Jeanneret; il talk Come si alimenta la creatività? nella Biblioteca del Colore ha visto la partecipazione di Fulvia Bacchi, Laura Tonicello, Helle Graabsk, Antonio Marras e Patrizia Marras. Al Palazzo Venart Luxury Hotel, gli allievi di Set Up Management dell’ITS Marco Polo Academy, guidati dall’architetto Elisa Monaci in un percorso formativo curato da Lorenzo Cinotti per Venezia da Vivere, hanno progettato la mostra e performance The Very Last Layer / L’ultimo spessore dedicata alla couturière sudafricana Romi Loch Davis.

Il mondo universitario ha partecipato con la Iuav Fashion Community e l’iniziativa Relational Fashion, legata al corso magistrale Fashion Ecologies, presentata dai docenti e ricercatori Alessandra Vaccari, Caterina Pecchioli, Giovanni Dancelli, Annamaria Pieretti e Francesca Caneva; nell’occasione Valentina Maregotto ha illustrato la pratica degli swap party e Mariah Majolo ha esposto il fuxiCO project. A Casa Flora, su invito della famiglia Romanelli, la designer Alessandra Micolucci ha presentato la linea Affinità Elettive, composta da tessuti e arazzi realizzati con tinture vegetali e piante coltivate. Al JW Marriott Venice Resort & Spa, Marina Spadafora, responsabile italiana di Fashion Revolution già attiva nel Fashion Revolution Tour 2024 e collaboratrice di marchi come Ferragamo, Prada e Marni, ha introdotto il libro Se sembra impossibile, puoi farlo. Una vita nella moda, con una missione speciale (pubblicato da Solferino Libri).

Tra le altre attività, SPARC – Spazio Arte Contemporanea ha ospitato la colazione-talk di CreativeMornings Venice con l’artista Dora Fiammetta Perini e la curatrice Francesca Giubilei nell’ambito della mostra TRAPPA (curata con Luca Berta), proponendo anche i biscotti tematici della chef Anna Bielousova. Il programma ha compreso le visite alla Fondazione Maddalena di Giacomo e alla Fondation Valmont, il defilé Always in Venice con Alwaysupportalent e Antonio Dei Rossi alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista, la mostra perindossArte presso la Berengo Collection, l’appuntamento Amber Café con Jola Słoma e Mirek Trymbulak a connettere la Venice Design Week a Radar, e il laboratorio sui MEMO Bartools con Simone Todeschi da Lunardelli Venezia insieme a Venice Cocktail Week. Infine, le tre giornate di Atelier Aperti hanno spalancato le porte di 30 artigiani, Radar Night ha animato nove boutique trasformate in gallerie e le librerie cittadine Cluva, Sullaluna (con Elisa Talentino e il volume Magarìe. Di vita, morte e meraviglie) e La Toletta (con Beatrice Mancini e Silvia Rinaldi) hanno arricchito il percorso divulgativo sulla creatività veneziana.

A cura della redazione

Leggi anche: Perché tre ospedali veneti sono tra i migliori d’Italia

Potrebbe anche piacerti

errore: Il contenuto è protetto!!