mercoledì, 7 Ottobre, 2026

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Diesel Euro 5, da ottobre nuove regole per milioni di automobilisti

Dal 1° ottobre cambiano le condizioni per la circolazione delle auto diesel Euro 5 in diverse aree del Nord, con regole differenti tra Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte

Da Nora Taylor
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Il 1° ottobre 2026 rappresenta una data destinata a cambiare le abitudini di molti automobilisti che utilizzano ancora una vettura diesel Euro 5. La nuova fase delle politiche sulla qualità dell’aria porterà infatti restrizioni più precise alla circolazione dei veicoli considerati maggiormente inquinanti. Il provvedimento, però, non produrrà lo stesso effetto in ogni territorio. Le regole cambieranno in base alla regione, al Comune interessato, alla categoria del veicolo e alle modalità stabilite dalle amministrazioni locali. Per questo motivo, parlare semplicemente di un blocco nazionale dei diesel Euro 5 rischia di creare confusione tra gli automobilisti.

Il quadro riguarda soprattutto il Bacino padano, dove le amministrazioni regionali stanno adottando misure per ridurre la presenza degli inquinanti legati al traffico. La normativa ha spostato al 2026 l’avvio delle nuove limitazioni e ha innalzato a 100.000 abitanti la soglia demografica dei Comuni nei quali applicare prioritariamente le restrizioni. Non tutte le persone che possiedono un diesel Euro 5 dovranno quindi rinunciare automaticamente alla propria automobile. Sarà necessario verificare dove, quando e in quali condizioni il veicolo potrà circolare.

Lombardia, quattro città entrano nella nuova fase

La Lombardia ha definito un calendario preciso per l’introduzione delle limitazioni. Dal 1° ottobre 2026 la misura riguarderà le autovetture diesel Euro 5 nelle aree urbane dei Comuni con più di 100.000 abitanti individuati dalla Regione. Tra questi figurano Milano, Brescia, Monza e Bergamo. Le altre categorie di veicoli seguiranno invece un percorso progressivo negli anni successivi.

La disposizione interessa quindi direttamente chi utilizza un’automobile diesel Euro 5 nelle città coinvolte, ma non equivale a un divieto valido sull’intero territorio regionale. Il semplice possesso di un’auto Euro 5 non determina da solo l’impossibilità di circolare ovunque in Lombardia. Gli automobilisti dovranno considerare l’area nella quale intendono muoversi e le specifiche condizioni previste dalle disposizioni locali.

La stretta rientra nel più ampio programma regionale destinato a contenere le emissioni derivanti dal traffico stradale. L’obiettivo consiste nel diminuire progressivamente l’impatto dei veicoli più vecchi sulla qualità dell’aria, accompagnando le limitazioni con un calendario differenziato per evitare che tutte le categorie vengano coinvolte contemporaneamente.

Veneto, il quadro resta in evoluzione

Anche il Veneto aveva programmato per il 1° ottobre 2026 l’entrata in vigore delle limitazioni strutturali per i diesel Euro 5 nei Comuni e negli agglomerati con più di 100.000 abitanti. Nel corso dell’estate, però, la Regione ha avviato un percorso per modificare l’impostazione iniziale e valutare misure alternative al blocco. Il presidente Alberto Stefani ha annunciato l’intenzione di intervenire sulla disciplina per evitare che numerosi cittadini debbano rinunciare alla propria automobile.

“Non lascerà a piedi nessuno”, ha dichiarato Alberto Stefani illustrando la posizione della Regione. L’obiettivo consiste nel conciliare la necessità di ridurre le emissioni con le difficoltà economiche che molte famiglie incontrerebbero dovendo sostituire rapidamente un veicolo ancora utilizzabile. Il Veneto sta quindi lavorando su una soluzione che potrebbe modificare il quadro previsto originariamente per ottobre.

Per gli automobilisti veneti questo passaggio assume un’importanza particolare. Le regole inizialmente previste non devono infatti essere considerate immutabili, perché la Regione sta valutando interventi compensativi capaci di raggiungere gli obiettivi ambientali attraverso strumenti differenti. La situazione deve quindi essere seguita con attenzione fino all’adozione definitiva delle nuove disposizioni.

Emilia-Romagna, attenzione a giorni e fasce orarie

In Emilia-Romagna la nuova disciplina presenta indicazioni particolarmente precise. Dal 1° ottobre 2026 le limitazioni strutturali per le automobili e per determinati veicoli commerciali diesel Euro 5 riguarderanno i centri abitati dei Comuni con più di 100.000 abitanti che rispettano le condizioni stabilite dalla normativa regionale. Il periodo interessato va dal 1° ottobre al 31 marzo, mentre la restrizione opera dal lunedì al venerdì nella fascia compresa tra le 8.30 e le 18.30.

Per chi utilizza quotidianamente l’auto, questi dettagli possono fare una grande differenza. Un automobilista potrebbe infatti trovarsi davanti a una limitazione durante l’orario lavorativo e non incontrare lo stesso divieto in altri momenti della giornata. Giorno, orario, Comune e categoria ambientale diventano quindi elementi decisivi per stabilire se il proprio veicolo può circolare.

La normativa prevede inoltre alcune esclusioni e specifiche condizioni per determinate tipologie di veicoli. Di conseguenza, prima di considerare necessario cambiare automobile, ogni proprietario dovrebbe verificare con precisione la categoria del proprio mezzo e le regole applicabili nel territorio interessato.

Piemonte, il blocco strutturale non partirà

Il Piemonte presenta invece uno scenario diverso. La Regione ha aggiornato il proprio Piano per la qualità dell’aria e ha cancellato il blocco strutturale dei diesel Euro 5 che avrebbe interessato, durante i mesi più critici, una parte consistente del parco automobilistico dell’area metropolitana di Torino e di Novara. La decisione ha introdotto un insieme di interventi alternativi destinati a ottenere una riduzione delle emissioni senza applicare il precedente schema di divieto.

La scelta piemontese modifica quindi in maniera sostanziale il quadro iniziale. Il presidente Alberto Cirio e l’assessore Matteo Marnati hanno sostenuto una strategia basata su più settori, dalla mobilità all’energia, fino agli interventi destinati a ridurre gli inquinanti prodotti da altre attività. Il Piemonte è così diventato la prima regione del Bacino padano a evitare il blocco strutturale dei diesel Euro 5 attraverso misure compensative.

La situazione complessiva dimostra quindi che il 1° ottobre non coincide con un unico divieto applicato allo stesso modo in tutto il Nord Italia. Lombardia ed Emilia-Romagna mantengono limitazioni precise, il Veneto sta modificando il proprio percorso e il Piemonte ha scelto di eliminare il blocco strutturale. Le differenze territoriali saranno determinanti per chi continuerà a utilizzare un’automobile diesel Euro 5.

Per gli automobilisti diventa dunque fondamentale controllare la classe ambientale del proprio veicolo e verificare le disposizioni del Comune nel quale intendono circolare. Anche gli orari e le eventuali deroghe possono modificare concretamente le possibilità di utilizzo dell’auto. La data del 1° ottobre segna una svolta importante, ma non significa che tutte le vetture diesel Euro 5 dovranno necessariamente restare ferme. Saranno le regole territoriali a stabilire chi dovrà rispettare le nuove limitazioni e in quali condizioni.

A cura di Nora Taylor
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