lunedì, 17 Agosto, 2026

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Joy, il cane che ha aiutato a scoprire un tumore

Il Labrador di due anni ha insistito per settimane su un punto dell’addome di Barbara Guerra, spingendola ad approfondire gli accertamenti: dopo la diagnosi di un tumore al pancreas, Joy le è rimasta accanto anche durante la chemioterapia

Da Nora Taylor
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Una storia di attenzione, affetto e vicinanza che ha conquistato il pubblico del Premio Internazionale Fedeltà del Cane. A San Rocco di Camogli, Joy, Labrador di due anni, ha ricevuto il riconoscimento principale della manifestazione grazie alla vicenda vissuta insieme alla sua proprietaria Barbara Guerra. Il comportamento insolito della cagnolina ha infatti spinto la donna ad approfondire alcuni disturbi e gli accertamenti successivi hanno portato alla diagnosi di un tumore al pancreas.

La vicenda ha attirato l’attenzione già nei mesi scorsi, quando Barbara Guerra ha raccontato il particolare comportamento della sua compagna a quattro zampe. Per diverse settimane Joy ha continuato a concentrarsi sulla stessa zona dell’addome della donna. La cagnolina appoggiava il muso, annusava e tornava più volte nello stesso punto, mostrando un’attenzione che Barbara non aveva mai osservato in precedenza.

Quel comportamento ha spinto la donna a non ignorare il segnale e a sottoporsi a ulteriori controlli medici. Gli esami hanno quindi evidenziato un problema al pancreas e, dopo gli approfondimenti clinici, i medici hanno diagnosticato un tumore. La storia non dimostra che Joy abbia diagnosticato autonomamente la malattia: il ruolo decisivo degli accertamenti resta nelle mani dei medici. Tuttavia, l’insistenza del cane ha rappresentato per Barbara un motivo concreto per cercare una spiegazione a ciò che stava accadendo.

Il segnale di Joy e la diagnosi

Il racconto di Barbara Guerra restituisce soprattutto la dimensione personale di quella esperienza. In un momento nel quale gli esami iniziali non avevano ancora fornito una risposta definitiva, il comportamento di Joy ha attirato l’attenzione della sua proprietaria. La donna ha deciso di ascoltare quel segnale e di continuare a cercare una spiegazione attraverso il percorso sanitario.

La diagnosi ha aperto una fase molto difficile. Barbara ha dovuto affrontare un percorso oncologico complesso, con un intervento al pancreas e successive cure. In questa fase Joy ha continuato a rappresentare una presenza fondamentale nella quotidianità della donna. “Mi ha fatto capire che non potevo arrendermi, che dovevo accettare la diagnosi e che dovevo lottare”, ha raccontato Barbara parlando della sua cagnolina.

Il rapporto tra le due ha assunto un significato ancora più forte durante il ricovero. Dopo l’intervento, Barbara ha ottenuto la possibilità di incontrare Joy all’interno dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. L’incontro ha regalato alla paziente un momento di grande emozione e ha mostrato concretamente quanto la presenza di un animale possa rappresentare un sostegno emotivo durante una fase delicata della vita.

Joy accanto a Barbara anche durante la chemioterapia

La storia non si è fermata all’incontro in ospedale. L’esperienza di Barbara e Joy ha contribuito anche allo sviluppo di un progetto sperimentale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana dedicato alla presenza degli animali d’affezione durante le cure oncologiche. Il percorso ha permesso a Barbara di affrontare una seduta di chemioterapia con Joy accanto nel Day Hospital oncologico dell’ospedale San Valentino di Montebelluna.

Per diverse ore la cagnolina è rimasta vicino alla sua proprietaria durante la terapia. Barbara ha raccontato che la presenza di Joy le ha permesso di affrontare quel tempo con maggiore serenità, spostando almeno in parte l’attenzione dalla malattia alla relazione con il suo animale. L’esperienza ha rappresentato anche un momento importante per il progetto di umanizzazione delle cure sviluppato dall’azienda sanitaria trevigiana.

Antonio Scalise, marito di Barbara, ha accompagnato la donna durante le diverse fasi della vicenda. Insieme a lui e a Valeria Vezzaro, dell’associazione “Angeli con la coda – Parco giochi a sei zampe Cani Felici”, Barbara ha poi raggiunto San Rocco di Camogli per partecipare alla cerimonia dedicata ai cani protagonisti di storie particolari di fedeltà, coraggio e aiuto nei confronti delle persone.

Il Premio Fedeltà del Cane celebra una storia speciale

Il 16 agosto 2026 San Rocco di Camogli ha ospitato la 65ª edizione del Premio Internazionale Fedeltà del Cane, una manifestazione nata nel 1962 per celebrare il rapporto tra gli esseri umani e i loro compagni a quattro zampe. In questa edizione Joy ha conquistato il riconoscimento principale, il premio “Primus inter pares”, grazie alla storia vissuta con Barbara.

Durante la cerimonia, la vicenda ha suscitato una forte emozione. Barbara Guerra ha raccontato davanti al pubblico il percorso affrontato insieme a Joy, ricordando il comportamento della cagnolina, la diagnosi e il sostegno ricevuto durante le terapie. “Lei mi è rimasta sempre accanto in questa lotta”, ha spiegato la donna, sottolineando il valore della presenza dell’animale nei momenti più difficili.

Il riconoscimento ricevuto da Joy non riguarda quindi soltanto il gesto iniziale che ha attirato l’attenzione di Barbara. La storia racconta un legame che ha accompagnato l’intero percorso della malattia: dal primo segnale fino al ricovero, dall’incontro in ospedale alla chemioterapia affrontata insieme. Joy ha continuato a stare accanto alla sua umana proprio quando Barbara aveva più bisogno di sicurezza, affetto e compagnia.

La vicenda invita comunque a distinguere l’esperienza personale dalle evidenze mediche. I cani possiedono capacità olfattive straordinarie e alcuni studi hanno analizzato la possibilità di utilizzare il loro olfatto nella ricerca di specifici segnali associati a determinate malattie, ma un comportamento insolito di un animale non può sostituire una visita medica né gli esami diagnostici. Nel caso di Barbara, il percorso clinico ha fatto la differenza e Joy ha rappresentato quel campanello d’allarme che ha convinto la donna a non trascurare ciò che stava accadendo.

Oggi la storia di Barbara e Joy aggiunge così un nuovo capitolo alla lunga tradizione del Premio Fedeltà del Cane. Una cagnolina di due anni, senza un addestramento specifico per individuare malattie, ha attirato l’attenzione della propria proprietaria con un comportamento insistente e insolito. Barbara ha ascoltato quel segnale, ha approfondito la situazione con i medici e ha iniziato il percorso di cura. Poi Joy ha continuato a seguirla, fino ad accompagnarla durante la chemioterapia e alla cerimonia di Camogli. Un legame diventato simbolo di fedeltà, presenza e sostegno, oggi riconosciuto anche con uno dei premi più significativi dedicati al rapporto tra persone e cani.

A cura di Nora Taylor
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