La drammatica situazione della famiglia nel bosco sembra subire un nuovo e preoccupante peggioramento. Secondo le recenti indiscrezioni fornite dal Tg1, una nuova disposizione del Tribunale dei minori dell’Aquila avrebbe inasprito le restrizioni, impedendo ai piccoli persino di vedere la propria madre e decretando un ulteriore spostamento in un’altra sede. Questa decisione aggrava il trauma già vissuto dai bambini, precedentemente allontanati dalla loro casa.
Le dure parole di Michela Vittoria Brambilla
Sulla questione è intervenuta con forza l’on. Michela Vittoria Brambilla, che ricopre il ruolo di presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. La deputata ha descritto la gestione del caso come un accanimento parossistico, sottolineando come la vicenda stia diventando una assurda disfida fra i coniugi Trevallion e il Tribunale. In questo scontro istituzionale, le uniche vittime accertate restano i tre figli della coppia, costretti a subire una devastazione familiare profonda.
Il dibattito sul superiore interesse dei minori
L’onorevole ha espresso forti dubbi sull’efficacia dei provvedimenti, mettendo in discussione il tanto citato superiore interesse dei piccoli coinvolti. Non bastavano tutte le sofferenze già inflitte, che potevano e dovevano essere evitate? ha chiesto provocatoriamente la presidente, invocando un ritorno alla normalità per il nucleo familiare. Per Brambilla è fondamentale cessare le sofferenze inflitte da decisioni giudiziarie che sembrano ignorare il benessere emotivo dei bambini.
Le attività della commissione parlamentare
Oltre alla denuncia pubblica, Michela Vittoria Brambilla ha annunciato iniziative concrete sul piano istituzionale. La commissione parlamentare ha infatti dato il via a una serie di audizioni mirate ad approfondire le modalità con cui vengono gestiti gli allontanamenti dei minori dalle loro famiglie. L’obiettivo è analizzare casi come quello della famiglia nel bosco per garantire che il sistema giudiziario operi realmente a tutela dell’infanzia e non come strumento di ulteriore devastazione dei legami affettivi.
A cura di Viola Bianchi
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