domenica, 25 Ottobre, 2026

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Porta a Porta riparte su Rai1: al via la nuova edizione

Al via il nuovo ciclo dello storico talk di Rai 1, pronto a raccontare l'attualità politica tra grandi conferme e nuovi ritmi informativi

Da Davide Cannata
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Riprende questa sera la programmazione di Porta a Porta, l’appuntamento che Giulio Andreotti definì la «terza Camera dello Stato». Giunto alla sua trentaduesima edizione, Bruno Vespa inaugura una fase politica da lui stesso considerata «effervescente», ricca di argomenti destinati al dibattito attorno al suo noto tavolo. Le trasmissioni su Rai1 terranno compagnia ai telespettatori fino al 27 maggio, mentre a partire dal 21 settembre riprenderà anche la striscia di Cinque Minuti, programmata fino all’11 giugno.

Durante la presentazione del nuovo ciclo, Bruno Vespa ha condiviso una considerazione sulla professione maturata alla Mostra del Cinema di Venezia: «Ho visto due film dedicati al nostro mestiere. Il conduttore ha il ruolo del frontman, ma la squadra è fondamentale». Il presentatore ha voluto rivolgere un ringraziamento primario alla propria redazione, che ha sostenuto anche gli indici d’ascolto della stagione precedente, terminata con il 9,40 per cento di share e una crescita di circa un punto rispetto all’annata precedente.

Il valore del racconto istituzionale e la memoria televisiva

Aver raggiunto il traguardo di trentadue stagioni testimonia l’attraversamento di una parte rilevante della storia istituzionale e del piccolo schermo in Italia. Il direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini, ha descritto Porta a Porta come «un rito» e «un luogo privilegiato di discussione e di racconto della vita politica e istituzionale». Dalla firma del celebre contratto con gli italiani siglato da Silvio Berlusconi nel 2001 fino al susseguirsi delle campagne elettorali, la trasmissione ha fatto da testimone a momenti centrali per la memoria televisiva italiana.

A Bruno Vespa viene riconosciuta da Paolo Corsini la capacità di mantenere centrale la trasmissione rinnovandone progressivamente il linguaggio. Questa attitudine a «guardare sempre avanti» ha favorito lo sviluppo di Cinque Minuti, la sfida produttiva dell’Approfondimento Rai ideata per applicare il metodo del giornalista a un formato decisamente più rapido.

Il modello comunicativo e il ruolo di Cinque Minuti

Permane tuttavia un criterio basilare che il conduttore ritiene immutato, ovvero il dovere di «usare lo stesso linguaggio per Agnelli e per il suo cameriere». Si tratta di una sintesi della sua visione televisiva, incentrata sulla comprensibilità e sul patto di fiducia con i telespettatori: «Si racconta tutto, non si trascura niente, ma sempre nel grande rispetto del pubblico che ci segue». Nonostante il mutare dei ritmi informativi e l’avvicendarsi dei protagonisti politici, la platea continua a cercare la comprensione degli avvenimenti, elemento su cui il format ha costruito la propria longevità.

In vista del ritorno fissato per il 21 settembre, la formula di Cinque Minuti viene descritta da Paolo Corsini come «un tweet televisivo che fa la differenza». Il direttore evidenzia come l’abilità di Bruno Vespa nell’accogliere e valorizzare gli ospiti abbia decretato il successo di uno spazio davanti al quale «l’Italia si ferma per cinque minuti». Da questa sera, tuttavia, i tempi tornano a dilatarsi con la riapertura della porta più celebre della politica televisiva per la trentaduesima volta, all’interno di una stagione definita effervescente e colma di temi da approfondire.

A cura della redazione

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