Un’abitudine ripetuta tra gli scaffali dei latticini
Per diversi mesi un pensionato di circa settant’anni ha frequentato con costanza un supermercato della zona Palestro a Padova, trasformando il reparto dei latticini in una sorta di banco degustazione personale. L’uomo sceglieva porzioni di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, oltre ad altri formaggi stagionati a pasta dura, e ne mangiava esclusivamente la punta, considerata la parte più saporita e pregiata. Dopo aver addentato i prodotti, li riponeva sugli scaffali frigoriferi, lasciando evidenti segni di consumo che rendevano la merce invendibile.
I dipendenti hanno notato nel tempo un numero crescente di confezioni danneggiate, tutte accomunate dallo stesso tipo di morso netto e preciso. Questa situazione ha generato sprechi continui e perdite economiche stimate tra dieci e quindici euro per ogni pezzo compromesso, con episodi in cui il consumo superava i tre etti di formaggio in una sola visita.
La decisione di intervenire e il fermo
La direzione del punto vendita, insospettita dall’andamento anomalo delle scorte e dai ripetuti ritiri di merce, ha organizzato controlli mirati tra i corridoi del negozio. Il personale ha pianificato appostamenti discreti e ha monitorato con attenzione l’area dei formaggi fino a individuare l’autore dei danneggiamenti.
Nei giorni scorsi gli addetti hanno sorpreso il pensionato mentre stava addentando l’ennesima punta di formaggio. L’uomo, colto sul fatto, non ha reagito con proteste o resistenze: ha estratto il portafoglio e ha pagato il prodotto appena consumato. Questo gesto non ha però cancellato i mesi precedenti, durante i quali nessuno aveva raccolto prove sufficienti per contestare formalmente tutti gli episodi analoghi.
Reazioni e conseguenze nel supermercato
La vicenda ha suscitato commenti tra clienti e lavoratori, divisi tra incredulità e irritazione. Molti hanno espresso stupore per la costanza con cui il pensionato ha messo in atto il suo comportamento, mentre il personale ha sottolineato l’importanza di tutelare i prodotti e ridurre gli sprechi alimentari.
Ora che l’uomo è stato identificato e riconosciuto dagli addetti, il supermercato conta di evitare il ripetersi di situazioni simili. La storia dell’“assaggiatore seriale” ha acceso i riflettori su un episodio curioso ma concreto, che ha inciso sui costi del punto vendita e ha spinto la direzione a rafforzare la vigilanza interna per proteggere la merce esposta.




