venerdì, 3 Luglio, 2026

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Insulti sessisti a Michela Vittoria Brambilla: cos’è successo?

Una ferma presa di posizione in Parlamento solleva un polverone mediatico e riaccende una storica sfida ideologica

Da Davide Cannata
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michela vittoria brambilla ph press

Si intensifica il confronto sulla riforma della legge 157 relativa alla caccia, approvata dal Senato. L’on. Michela Vittoria Brambilla (Nm), recentemente entrata nella Commissione Agricoltura, ha espresso voto contrario all’adozione del provvedimento come testo base durante la seduta odierna, assumendo una posizione decisa che ha generato immediate reazioni anche dure sui social.

La deputata, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali e la Tutela dell’Ambiente, ha spiegato così la sua scelta: “L’ho fatto perché la battaglia per l’ambiente e contro la caccia non è una battaglia di partito, non è di destra o di sinistra, ma è una grande battaglia di civiltà che riguarda la sensibilità di tutti noi parlamentari e di tutti gli italiani. E io interpreto le istanze di quella maggioranza di italiani, oltre 22 milioni, che credono che la caccia vada solo abolita”.

Nel corso della stessa seduta, al testo in discussione sono state associate anche quattro proposte di legge presentate dalla stessa Brambilla, tutte finalizzate a rafforzare la tutela degli animali e a promuovere una progressiva eliminazione dell’attività venatoria.

Un anniversario simbolico e nuove tensioni

L’intervento arriva in una giornata significativa: “In questo giorno celebriamo un anno esatto dall’entrata in vigore della legge Brambilla, che garantisce finalmente tutela giuridica a tutti gli animali, indipendentemente dalla specie, ed inasprisce in maniera importante le pene per chi commette reati nei loro confronti, con previsione di carcere effettivo e multe abbinate di migliaia e migliaia di euro. Orgogliosa di questo grande traguardo, continuerò a difendere i nostri valori nelle aule parlamentari”.

A poche ore dal voto, la parlamentare ha denunciato di essere stata oggetto di una pesante ondata di attacchi online: “Denuncerò quindi alla Polizia postale la devastante aggressione subita ora sui miei social da parte del mondo dei cacciatori che ben qualificano la categoria: violenti con i più deboli, non rispettosi delle idee mie e della maggioranza egli italiani. Una maggioranza silenziosa, non rumorosa come i pochi cacciatori rimasti, una maggioranza che chiede solo il rispetto della vita. Sono stata coperta di insulti sessisti e bersagliata da minacce alla mia persona e alla mia sicurezza, con veri e propri atti di intimidazione. Ma non mi fermeranno”.

Dati sugli incidenti e prospettive del dibattito

Brambilla ha confermato la volontà di portare avanti il proprio impegno istituzionale: “Eserciterò il mio mandato parlamentare rispettando la volontà degli italiani in nome e per conto di tutte le associazioni ambientaliste e animaliste che si riconoscono in una diversa visione della natura e dell’ambiente, quella del rispetto per ogni forma di vita”.

Nel suo intervento ha inoltre richiamato i dati sugli incidenti legati alla attività venatoria: “Ed in nome e per conto dell’Italia che teme per la propria integrità fisica: nella scorsa stagione venatoria sono stati 11 i morti e 31 i feriti. Dal 2007 al 2025 i morti sono stati 462. A questo desolante bilancio si aggiungono le vite spezzate di milioni e milioni di animali oggetto di sterminio”.

Il confronto sulla riforma della caccia si prospetta quindi acceso, sia nelle sedi istituzionali sia nel dibattito pubblico, con posizioni sempre più polarizzate tra sostenitori e contrari dell’attività venatoria.

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