Clima mite e neve assente prima delle festività
Le vacanze natalizie iniziano, nei primi giorni che precedono le feste, sotto il segno di poche precipitazioni nevose e valori termici decisamente superiori alla norma sull’Altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza. Questa situazione anomala crea disagi evidenti alla stagione invernale. Sulle Dolomiti il quadro risulta leggermente migliore, ma il clima penalizza le località turistiche di quota più bassa e compromette la qualità delle piste da sci, che mostrano condizioni lontane dall’ideale.
Impianti fermi oggi e aperture mirate da domani
Nella giornata odierna gli impianti di risalita dell’Altopiano vicentino restano tutti chiusi, mentre da domani, giorno che apre ufficialmente le vacanze invernali, le stazioni situate alle quote più elevate torneranno operative. In particolare, il Verena di Roana e le Melette di Gallio riavvieranno le attività, puntando a intercettare sciatori e visitatori nonostante le difficoltà climatiche.
Temperature record e stop alla neve artificiale
Oggi, alle ore 12.00, nel centro di Asiago il termometro ha segnato 7 gradi, un dato davvero insolito per il periodo che blocca anche la produzione di neve artificiale, ferma da diversi giorni in attesa di un ritorno del freddo. Nelle città venete le temperature oscillano tra 11 e 12 gradi, con Belluno che raggiunge i 10 gradi, confermando un riscaldamento diffuso su tutto il territorio regionale.
Zero termico alto e speranze affidate al maltempo
Anche nel Bellunese i valori termici continuano a salire e lo zero termico rimane molto elevato, compreso tra i 1.900 e i 2.400 metri. Sebbene le vette più alte mantengano temperature sotto lo zero, il dato di -3 gradi sulla Marmolada appare anomalo per la stagione, così come i +4 gradi registrati a mezzogiorno a Cortina d’Ampezzo.
Operatori turistici e vacanzieri ripongono ora le loro speranze nei prossimi giorni, soprattutto tra lunedì e martedì, quando una perturbazione dovrebbe portare precipitazioni su tutto il Veneto. Le previsioni indicano **neve solo oltre i 1.400 metri sull’Altopiano di Asiago e sopra i 1.000–1.110 metri sulle Dolomiti, con quantitativi non abbondanti ma utili a migliorare lo scenario.
A cura di Nadia Raimondi
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